2025: L'AUMENTO CONTINUO DEL COSTO DELLA VITA NEGLI ULTIMI 20 ANNI (SPECIE DAL 2008)
2025:
Quanto costa di più la vita in Italia rispetto a vent’anni fa
Quanto costa di più la vita in Italia rispetto a vent’anni fa
I dati riportati in questo proprio articolo sono stati tratti dalle seguenti fonti:
Quando nel 2007-2008, in una crisi finanziaria ormai diffusa con restrizioni anche nell'offerta del credito finanziario, maturai la decisione di investire comunque nella realizzazione di un immobile che fosse già in quegli anni di "classe A" grazie anche all'auto-produzione di FONTI RINNOVABILI, "sacrificando invece l'interesse" ad avere dei figli, la presi in base alla percezione che il "costo della vita" già in quegli anni fosse in continuo crescendo e che quindi solo tale tipo di investimento immobiliare avrebbe consentito di "recuperare" nel tempo buona parte di un costo della vita sempre maggiore :
dopo piu' di dieci anni, ora alla luce dell'andamento effettivo del costo della vita e del potere di acquisto dei salari lungo questo periodo, quella percezione si è rivelata essere fondata, e quella scelta nel proprio caso si è rivelata essere quella giusta .
Qui di seguito i dati ora di dominio pubblico, sul reale andamento di COSTO DELLA VITA (INFLAZIONE) e POTERE D'ACQUISTO DEI SALARI in tali ultimi VENT'ANNI DAL 2004 AL 2024 .
(clicca su immagini per vedere e leggere sintesi di ognuna anche a "schermo piemo").
I figli che si vorrebbero e non si fanno: in un studio desideri e realtà. In cima ai problemi, la difficoltà di conciliare bimbi e lavoro ... che dovrebbe aumentare per reggere l'aumentato costo della vita.
Nel proprio articolo blog "CRISI CLIMATICA, CRISI DEMOGRAFICA, “TRANSIZIONE GREEN” E “LA GUERRA RUSSO-UCRAINA” : IL FILO CONDUTTORE DEL “COSTO DELLA VITA” CHE LI UNISCE." si è già richiamato una serie di fonti che hanno evidenziato come ormai l'ITALIA è il terzo paese al mondo in cui è piu' caro crescere un figlio , con conseguente crisi demografica costante da anni : il costo del mantenimento di un figlio dalla nascita ai 17 anni , in Cina, Corea del Sud e ITALIA (rispetto agli altri Paesi) è più gravoso (in relazione al Pil pro capite).
Dunque, se in Corea del Sud, che con circa 0,8 figli per donna è il Paese col tasso di fecondità più basso al mondo, portare un figlio fino alla maggiore età richiede una spesa pari a 7,8 volte il Pil pro capite, in Cina questo costo arriva ammonta 6,3 volte, poco più dell’Italia, il cui valore risulta di 6,28.
Per "PIL PRO-CAPITE" è da intendersi l’indice che misura il valore dei beni e servizi PRODOTTI in un Paese, diviso il numero dei suoi rispettivi abitanti : nel 2024 però, dati della Banca Mondiale, il Pil pro-capite dell'Italia è salito a 60.847 dollari , con la conseguenza che in ITALIA crescere un figlio dalla nascita sino ai 17 anni, costerebbe attualmente $ 60.847 x 6,28 = $ 382.119 , cioè in base al cambio con l'Euro al 17 Agosto 2025, pari a cca € 326.690 .
Ma adilà dell'esattezza del calcolo del PIL PTO-CAPITE ITALIANO che è fortemente influenzato dal calo demografico (con conseguente crescita esponenziale di tale valore), è comunque indiscutibile che alla luce del suindicato incremento incessante del costo della vita, è anche intuibile dare una risposta alla domanda che si è posta un recente studio sul “Perché non si fanno bambini, se si desiderano?”.
Tre i principali motivi che frenano le potenziali mamme e i potenziali papà: inconciliabilità con il lavoro (26,19%), difficoltà economiche (19,31%) e mancanza di aiuto da parte della famiglia allargata (10,08%).
Non solo. Dai dati è emerso che se il 95,08% delle persone intervistate lavorava alla prima gravidanza, soltanto il 61,3% è rientrato al lavoro dopo la nascita del piccolo: e ciò appunto, proprio per la difficoltà di conciliare gli impegni dell'accudimento con quelli occupazionali. Ma anche perché, a volte, il lavoro al rientro non si ritrova. Tra le motivazioni dichiarate del mancato rientro dopo la gravidanza sono emerse: una grande difficoltà a conciliare la vita privata con quella lavorativa (41,6%), il licenziamento (20,8%) e condizioni di lavoro modificate (14,01%).
In estrema sintesi, a fronte di un costo della vita aumentato molto piu’ velocemente dell’aumento del potere d’acquisto dei salari/guadagni, per mantenere quest’ultimo il piu’ possibile “inalterato”, occorrerebbe lavorare per un tempo giornaliero e annuale sempre maggiore, con sempre maggiore sacrificio degli altri interessi fuori dall’ ”ufficio/fabbrica/studio professionale.”, compreso quello di crescere la prole.
LA POLITICA DEL GREEN DEAL EUROPEO COME QUELLA PIU’ IDONEA A RIPORTARE STABILITA’ AL COSTO DELLA VITA E QUINDI ANCHE A RIDARE ATTRATTIVITA’ AI TERRITORI E COMPETITIVITA’ ALLE IMPRESE, CON ANCHE CONSEGUENTE RIPRESA DEMOGRAFICA IN FUTURO.
Alla luce di tali premesse sintetiche circa l’aumento del costo della vita in continua ascesa da cca vent’anni a questa parte (specie dal 2008 in poi) nonché circa le forze che influenzano il valore del denaro, quale strumento finanziario principale con cui fronteggiare il costo della vita , emerge con tutta evidenza come tra le diverse politiche messe in atto dalle principali potenze economiche per fronteggiare le due questioni (sul costo della vita e sul valore del denaro), LA POLITICA DELLA UE VOLTA A PERSEGUIRE GLI OBIETTIVI DEL cd “GREEN DEAL” BASATO SU UNA FUTURA ECONOMIA CIRCOLARE E ECO-SOSTENIBILE, è ormai senza ombra di dubbio quella piu’ idonea a ridare in tempi brevi di un prossimo futuro SIA attrattività economica ai territori Europei SIA a ridare loro una contestuale ripresa anche demografica, in conseguenza di una ripresa di competitività delle proprie imprese man mano che diventano piu’ eco-sostenibili, cosa che a sua volta porta alla tanto sperata stabilizzazione di un costo della vita piu’ sostenibile anche per le singole persone.
E a tal proposito, i dati suindicati, rilevano come il ruolo principale lo ha la riuscita della transizione energetica verso le energie cd “pulite”, le uniche che ad oggi consentono di tenere basso - (anzi persino pari al valore di zero, se non intervenissero dei correttivi) - il costo della materia prima dell’energia, e quindi di conseguenza anche il costo di una serie di beni e servizi., con conseguente salvaguardia anche del potere d'acquisto dei salari.
Al riguardo si richiama il proprio articolo precedente a questo link, in cui appunto si è cercato di mettere in evidenza la contrapposizione tra la U.E. e la RUSSIA DI PUTIN, circa le rispettive diverse soluzioni attualmente poste in essere per mantenere “la grandezza delle due rispettive potenze” nonostante crisi demografica e costo della vita sempre maggiore che attanaglia entrambe le due “Potenze”:

- da un lato la politica del GREEN DEAL volta a perseguire una nuova economia circolare eco-sostenibile alimentata da sole energie pulite auto-prodotte, con affrancazione dalle fonti fossili prodotte da grandi Potenze Extra-Europee;
- e dall’altra la politica imperialista (cioè conquistatrice di risorse e di popoli della ex-Unione Sovietica) esercitata con forza bellica dalla RUSSIA DI PUTIN, solo grazie alla produzione di ingenti quantitativi di fonti fossili . E a tal riguardo, è sempre piu’ plausibile ritenere che solo l’avvento della FUSIONE NUCLEARE quale pure energia PULITA, porrà fine all’imperialismo intrapreso da Putin, poiché sarà l’unica fonte idonea a ridare “splendore e grandezza” al territorio della nuova Russia nata negli anni '90, senza anche la necessità di “conquistare” anche risorse e popoli dell’Ex-Unione Sovietica per preservare la propria grandezza economica.
- Circa la soluzione intrapresa invece dagli USA, di rendere l’AMERICA nuovamente “M.A.G.A." - (Make America Great Again, cioè al fine di incrementare il potere di acquisto del dollaro e ridurre il costo della vita americana ) - , si sta assistendo ad una politica di DAZI volti a compensare i tagli fiscali della nuova legge di bilancio a favore dei redditi alti, previo il costringimento a trasferire gli investimenti da parte di Paesi Terzi (UE compresa) negli USA, al fine così anche di spingere oltremisura la produzione del sistema energetico fossile americano (disincentivando a tal fine anche il ricorso alle tecnologie ed energie pulite), presumendo (in modo molto semplicistico) che ciò comporterà un abbassamento del costo di tale materia prima del petrolio e del gas di cui gli USA abbondano.In realtà solo a partire dal prossimo anno 2026 (cioè dopo consumata buona parte dell’incetta di scorte di materie prime e beni fatte dalle imprese USA prima dell’entrata in vigore dei dazi Trumpiani nel corso del 2025), si capirà bene in quale misura l’incentivazione delle fossili Americane tramite anche l’attrazione degli investimenti stranieri previo la pressione dei DAZI, si tradurrà invece (con ogni probabilità anche) in un aumento del COSTO DELLA VITA AMERICANA (cd inflazione): a tal proposito è proprio di questi giorni (Agosto 2025) la notizia che anche RUSSIA e OPEC , proprio ora intendono “aprire i rubinetti” del petrolio per sfidare gli USA, con un offerta di prezzo piu’ bassa del proprio pretolio: L’Opec, capitanata dall’Arabia Saudita, e i Paesi partner, come la Russia, lanciano soprattutto la sfida ai produttori di petrolio da scisti bituminosi e di shale oil statunitensi, così da spingere una guerra dei prezzi capace di mettere fuori mercato gli operatori a stelle e strisce, che necessitano di prezzi stabilmente sopra gli 80-90 dollari al barile per andare in pareggio.
E Tale sfida è la conseguenza della tendenza da parte dei Paesi OPEC di sostenere soprattutto i Paesi Asiatici ancora fortemente dipendenti dal consumo di fonti fossili.
Ma soprattutto, dall'andamento in ITALIA sopra riferito circa l' INFLAZIONE e circa IL MAGGIORE COSTO DELLA VITA nell'ultimo ventennio, in relazione agli eventi internazionali che hanno determinato entrambe le cose, emerge ancora una volta con tutta evidenza un monito per tutti: che AL DI FUORI DI UN CONTESTO DI PACE , IMPRONTATO AL RISPETTO ED ALLO SCAMBIO RECIPROCO, SIA NEL RAPPORTO TRA GLI UOMINI SIA NEL RAPPORTO CON L'AMBIENTE, E' IMPENSABILE CHE POSSA AVERSI UN COSTO DELLA VITA REALMENTE SOSTENIBILE, specie nel medio e lungo termine.E per il prossimo futuro, una inversione di tendenza nel senso di reale diminuzione del costo della vita in ITALIA, dipenderà SOLO da quanto questo Paese sarà in grado di realizzare con i fondi Europei del PNRR, nel cui impiego l'ITALIA si sta mostrando di essere tra i primi Paesi Europei .
Questo video è tratto da Rainews del 24.03.2025 che riporta i dati dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro circa la perdita del potere d'acquisto dei salari italiani, nonostante il loro lieve recupero nel 2024 difronte all'inflazione che è stata crescente ma lenta sino al 2021 e poi invece si è impennata negli anni 2022-2024.
